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Conferenza Europea sulla popolazione dei Rom e Sinti

La conferenza Europea sulla popolazione dei Rom e Sinti, del 22 - 23 gennaio 2008 - presso la Scuola Superiore dell’Amministrazione dell’Interno, con un programma di Fotografie, Mostre, Documenti ecc,ecc. con interventi diretti di Ministri, Sottosegretari, Sindaci, Presidenti, Prefetti e Associazioni anche di Sinti e Rom.

E stata convocata per valutare le moltissime problematiche dei Sinti e dei Rom, per contrastare tutte gli impedimenti ad un integrazione e interazione, sia in ambito dell’Istruzione come elemento fondante della convivenza, della casa come sostegno per un integrazione possibile, per la tutela dei diritti e del rispetto delle regole e dell’ambito lavorativo.

 

Sono intervenuti:

 Ministri:  Giuliano Amato, Ministro dell’Interno - Paolo Ferrero, Ministro della Solidarietà Sociale - Barbara Pollastrini, Ministro per i Diritti e le pari Opportunità – Rosy Bindi, Ministro delle politiche per la famiglia – Cristian David, Ministro dell’Interno e della Riforma Amministrativa… Romania – Ministro Plenipotenziario, Valentino Simonetti,
 Sottosegretari:  Sottosegretario di stato all’Interno Marcella Lucidi - Sottosegretario di stato alla Solidarietà Sociale, Cristina De Luca - Sottosegretario di stato all’istruzione, Letizia De Torre - Sottosegretario di stato all’Interno - Ettore Rosato,
 

Sindaci:

 Sindaco di Roma Walter Veltroni - Sindaco di Reggio Calabria, Giuseppe Scopelliti – Sindaco di Bologna, Sergio Cofferati – Sindaco di Torino, Sergio Chiamparino – Sindaco di Pisa, Paolo Fontanelli – Sindaco di Pescara, Luciano D’Alfonso.
 

Prefetti e Presidenti:

 Prefetto di Roma, Carlo Mosca – Prefetto Direttore Centrale per i Diritti Civili, Perla Stancari – Vice Presidente della Commissione Europea, Franco Frattini - Presidente della Regione Lombardia, Roberto Formicoli - Presidente della regione Veneto, Giancarlo Galan – Presidente Regione Puglia, Nichi Vendola
 Tavole Rotonde:  

Conducente della Prima tavola rotonda, Gad Lerner, Giornalista.

Conducente della Seconda tavola rotonda, Gianni Riotta, Direttore TG1. 
 Associazioni:  Comitato Rom e Sinti insieme – Sucar Drom – Osservazione – e tanti altri.

L’intervento alla conferenza europea sulla popolazione rom e sinta.

L’intervento dell’associazione Nevo Drom, come membro della segreteria tecnica del Comitato rom e sinti insieme:

 

 

Radames Gabrielli

presidente dell’associazione “Nevo Drom” Bolzano

membro della segreteria tecnica del comitato rom sinti insieme

 

Incominciarono nei primi 800 a costruire i primi campi nomadi per i Sinti e i Rom, quando ancora venivano trattati come schiavi, e nel passare degli anni, non cambio molto, ancora prima della seconda guerra mondiale incominciarono a deportare i popoli dei Sinti e dei Rom, due popoli completamente pacifici e contrari alla guerra, all’epoca costruirono i campi di concentramento solo per i Sinti e Rom, questo per averli già sottomano per quando scoppiava la seconda guerra mondiale, infatti costruirono moltissimi campi di concentramento in varie stati europei, compresa l’Italia, dove migliaia di Sinti e Rom vennero sterminati senza nessun logico e valido motivo, partendo dai bambini più piccoli, grazie a tutto questo i Sinti e Rom in Italia sono rimasti una piccola minoranza a confronto della popolazione maggioritaria Italiana.

 

Con questa breve introduzione non voglio ne colpevolizzare o offendere qualcuno, ma voglio soltanto fare ricordare quello che hanno passato i popoli dei Sinti e dei Rom durante la prima e seconda guerra mondiale, rammendarvi che per i Sinti e Rom un campo nomadi e soltanto una campo di concentramento un po’più moderno, senza sala di tortura, ma con il resto, come i cancelli, la rete, i guardiani e l’obbligo di rimanerci ecc,ecc.

Oggi i Sinti e i Rom piuttosto che vivere in un campo nomadi stanno scegliendo delle soluzioni diverse, chi vuole vivere negli appartamenti, chi nelle microaree e chi si acquista dei terreni agricoli, pagati a rate, facendo molti sacrifici, da soli, senza l’aiuto di Comuni Province Enti o Governo.

I terreni privati e le microaree per famiglie allargate sono la soluzione ideale per tutti i Sinti, che sono nativi in Italia da centinaia d’anni, e che vogliono vivere con le proprie culture e tradizioni, anche perché i terreni privati e le microaree sono composti soltanto dalle famiglie allargate e non di varie etnie di Sinti e Rom, messi uno sopra l’altro come nei campi nomadi.

 

Ma invece di favorire ed aiutare i Sinti e i Rom che vogliono stabilirsi definitivamente comprandosi dei terreni privati agricoli con i propri mezzi, e chiedono soltanto i permessi per il minimo indispensabile, come l’energia elettrica, l’acqua potabile, servizi igienici e la sosta delle loro roulot.

Invece di ragionare e pensare che favorendo i terreni privati e le costruzioni delle microaree, che i Sinti e i Rom preferendo queste tipologie di abitabilità, tolgono ai Comuni, Province e Regioni moltissimi problemi di responsabilità, di gestione, di spese inutili, di problemi con i vicini e moltissimi altri problemi negativi, i Comuni ne creano altri, molto più grandi, li scacciano dalle loro proprietà, tanti volte anche con la forza, buttandoli in mezzo le strade.

  

Si sta ancora valutando di costruire dei campi nomadi, mentre sappiamo benissimo che non e una soluzione positiva e definitiva… La soluzione positiva e definitiva per ostacolare tutti i problemi oggi e FAVORIRE con tutti i mezzi possibili i Sinti e Rom che vogliono vivere nei APPARTAMENTI, nei TERRENI privati e nelle MICROAREE Comunali, auto costruite.  

E ricordandovi che i Sinti e i Rom non vogliono la luna, non stanno cercando di costruire delle grattacieli o altro, oggi i Sinti e i Rom vogliono soltanto un po’ di tranquillità e pace, vogliono vivere e lavorare con i propri lavori tradizionali in mezzo tutta la gente a testa alta senza sentirsi guardare con odio e altro e dopo tutte le Persecuzioni, le Discriminazioni, l’Odio Razziale che ci stiamo portando dietro da Centinaia d’anni, e lo sterminio quasi totale durante le grandi guerre…penso che oggi come un minimo di risarcimento ne abbiano diritto, penso che sia arrivata l’ora anche per noi Sinti e Rom di vivere in pace con tutti voi… Ma questo sarà possibile soltanto se il Governo contrasterà tutta la discriminazione e l’odio razziale con delle leggi molto pesanti e giuste che condanni tutte le persone che istigano altre persone all’odio razziale.

 

Invito alla conferenza stampa:

Il comitato “ Rom e Sinti Insieme” a invitato la stampa nazionale e internazionale alla conferenza stampa sulla questione rom e sinti in Italia, a margine della Conferenza Europea sulla Popolazione Rom.
La stampa nazionale ed internazionale è stata invitata mercoledì 23 Gennaio 2008, alle ore 14.00, presso
la Scuola Superiore dell’Amministrazione dell’Interno, in Via Veientana n. 386 a Roma.
La conferenza stampa e stata introdotta dai tre rappresentanti del comitato (Eva Rizzin, Nazzareno Guarnieri e Dijana Pavlovic) che sono intervenuti alla Conferenza Europea sui temi dell’istruzione, diritti e casa. Sono intervenuti altri interventi dei rappresentanti delle maggiori organizzazioni sinte e rom italiane che aderiscono al comitato “Rom e Sinti Insieme”.
Durante l’incontro con i giornalisti il comitato ha presentato le proprie proposte sulla questione rom e sinta in Italia e in Europa, in particolare si sono approfonditi i temi della partecipazione e del riconoscimento.Il comitato Rom e Sinti insieme e composto da 19 associazioni sparse in tutta l’Italia.

Le Associazioni promotori del Comitato Rom e Sinti insieme sono:

Nevo Drom Bolzano – Sucar Drom Mantova – Rom Sinti Politica Pescara.

 

Le agenzie rispondono!

NOMADI: COMITATO ROM E SINTI, SERVE UNA SVOLTA POLITICA PER I DIRITTI = Roma, 23 gen. (Comunicato Adnkronos) - Diritti «uguali per tutti», accesso alla casa, diritto alla salute e all'istruzione: è la piattaforma di richieste che il Comitato Rom e Sinti rivolge al governo chiedendo «una svolta nella politica complessiva» e una «nuova strategia globale» per «combattere i pregiudizi e favorire la conoscenza». In un incontro con i giornalisti nel corso della Conferenza europea sulla popolazione Rom promossa dai ministeri dell'Interno e della solidarietà sociale a Roma, gli esponenti della comunità Rom sottolineano quanto sia «ingiusto generalizzare» e ricordano che «il principio di responsabilità è personale». I nomadi vivono in Italia «una situazione disperata» per quanto riguarda il diritto ad abitare e il lavoro. Per questo è necessario «un radicale cambiamento di metodo attraverso la partecipazione dei Rom e dei Sinti» alle scelte politiche che riguardano la comunità in modo da essere «non più
oggetti di studio ma soggetti di confronto. Vogliamo diventare interlocutori privilegiati del nostro futuro». La partecipazione degli esponenti del Comitato alla Conferenza è stata in forse proprio perchè i rappresentanti dei Rom e dei Sinti non volevano che il dibattito si incentrasse esclusivamente sulle questioni della sicurezza ma prendesse in esame anche i temi sociali. Nel corso dei lavori, isolati esponenti della comunità Rom hanno contestato l'utilizzo del termine 'zingarò da parte di monsignor Agostino Marchetto, segretario del Pontificio Consiglio della Pastorale per i migranti e gli itineranti. Quest' ultimo ha precisato che «l'uso di questo termine non ha nessuna accezione negativa» ed era inteso in senso generale e non offensivo. Da parte di monsignor Marchetto è giunto l'auspicio che i governi si impegnino «a sradicare gli episodi di razzismo e xenofobia ancora diffusi».
(Mac/Ct/Adnkronos) 23-GEN-08 18:57 NNN

mercoledì 23 gennaio 2008

sucardrom

Amato, i Rom e i Sinti sono nostri fratelli

Lo Stato deve varare "una legge sulla minoranza rom e sinti, una minoranza che va tutelata". Lo ha detto il ministro dell'Interno, Giuliano Amato, in chiusura della conferenza europea sulla popolazione rom che si è svolta a Roma. "L'Italia da questo punto di vista è carente. Su questo ci vuole un consenso unanime", ha aggiunto Amato, secondo il quale non ci possono essere distinzioni politiche nell'accettare il principio che una minoranza vada tutelata.
Il titolare del Viminale ha sottolineato che il problema dei rom va affrontato alla radice rimuovendo "i drammatici stereotipi" e i "pregiudizi" che operano "sulle coscienze dei popoli europei" e portano a vedere negli 'zingari' dei 'potenziali nemici'.
Per rimuovere questi pregiudizi, ha sottolineato Amato, è cruciale il ruolo positivo dei mass media. Come è avvenuto per la tragedia del Darfur perché "il ruolo dei media non è affatto rilevante" nel far vedere determinate realtà e "spingere i governi a occuparsene".
"Anche noi abbiamo un piccolo Darfur nelle periferie delle nostre città" e l'informazione può "farci rendere conto che anche i bambini" che stanno in questi piccoli Darfur sono
nostri fratelli.

La Conferenza secondo il Ministero dell’Interno

I lavori della seconda giornata della Conferenza europea sulla popolazione Rom sono stati introdotti dal capo Dipartimento delle Libertà civili e l’immigrazione, prefetto Mario Morcone, che ha illustrato i tre panel di discussione, dedicati all’ ”istruzione come elemento fondante della convivenza”, alla “casa come sostegno per una integrazione possibile” ed alla “tutela dei diritti e il rispetto delle regole”.
Il sottosegretario all’Interno, Ettore Rosato, nel presentare la tematica di quest’ultima sezione di lavoro ha sottolineato come compito specifico del Ministero dell’Interno, accanto a quello della sicurezza, sia proprio quello di garantire la tutela delle minoranze e degli stranieri presenti sul territorio italiano, come ben sanno i tanti prefetti presenti oggi nella sala conferenza della SSAI, che quotidianamente si occupano di una problematica così complessa, per la quale occorre una politica integrata tra Stato, Regioni ed enti locali, che deve essere necessariamente condivisa dalle varie componenti sociali.
Il Ministro Plenipotenziario Valentino Simonetti, presidente del CIDU, Comitato Internazionale dei Diritti Umani, ha voluto richiamare le buone prassi realizzate in alcuni Paesi europei sullo status dei Rom, dei Sinti e dei Caminanti, per il quale non esiste una disciplina univoca e nemmeno una connotazione univoca di minoranza. Dopo una puntuale ricognizione della normativa internazionale volta a contrastare ogni discriminazione di tipo razziale, il ministro si è soffermato ad analizzare le best practices di Svezia ed Austria: il paese scandinavo fin dal 1999, con una legge ad hoc, ha riconosciuto ai Rom la connotazione di minoranza etnica, mentre in Austria il riconoscimento ha riguardato sei gruppi etnici tra i quali Rom e Sinti.
Particolarmente attiva su questo versante anche
la Spagna, ove sono stati attivati servizi di informazione e consulenza nel settore occupazionale, destinati specificamente alle minoranze ed alla componente Gitana presente sul territorio iberico. A Burgos è stata posta in essere una politica abitativa di assoluto rilievo ed innovazione, con la messa a disposizione di appartamenti a favore degli appartenenti alla comunità Rom presente in loco. Il presidente del CIDU, dopo aver messo in guardia dai rischi di ghettizzazione correlato al riconoscimento della comunità Rom quale minoranza, ha ricordato i tanti incontri e le numerose iniziative promosse dalla comunità europea per la partecipazione delle minoranze alla vita pubblica degli Stati ove risiedono ed alla definitiva eliminazione di ogni discriminazione nei confronti dei Rom.
Il rappresentante dell’OSCE Andrzej Mirga ha posto l’accento sul concetto di “autorappresentazione” dei Rom, un diritto che risulta realizzato solo in Serbia, in Croazia, nel Montenegro, ma soprattutto in Ungheria, del cui parlamento fanno parte due giovani ed attivissime donne di etnia Rom. Questi esempi non possono far dimenticare, come evidenziato nella prima giornata di questa Conferenza Europea dalla ricerca condotta dal professor Mannheimer, come la popolazione Rom sia ancora oggi considerata “di fascia B”, emarginata, spesso disprezzata ed additata semplicisticamente come criminale e violenta. Anche Paesi evoluti come
la Francia presentano ampie zone, come la stessa periferia di Parigi, ove l’integrazione non si è completata e ad esempio sul fronte lavoro le opportunità concesse alle minoranze sono piuttosto modeste.
Mirga ha poi svolto un primo bilancio sui risultati in ambito internazionale conseguenti all’impegno per favorire l’integrazione dei Rom nei Paesi ospitanti nell’arco del periodo 2003-2008: a fianco di Paesi “negligenti”, ci sono nazioni che non accompagnano ad una “retorica” sul tema una implementazione concreta; ci sono poi nazioni nelle quali a fare qualcosa in concreto con progetti finanziati sono solo fondazioni e donatori privati; alcuni Paesi, tra i quali Ungheria, Polonia e Montenegro, hanno avviato invece progetti concreti sostenuti da impegni di spesa straordinari; infine ci sono Paesi ove le autorità locali perseguono prioritariamente l’intento di allontanare le comunità Rom. In chiusura il rappresentante Osce ha ricordato l’appuntamento di Luglio 2008, sotto la guida della Finlandia, per un esame approfondito della realtà Rom in rapporto alla politica delle autonomie locali.
Ha preso poi la parola Eva Rizzin del Comitato Rom e Sinti Insieme la quale ha analizzato i motivi della arretratezza in Italia della rappresentanza delle comunità Rom e Sinti, spesso giustificati da pregiudizi dettati dalla ignoranza sulla storia e sulla filosofia di vita delle comunità stesse.
Da qui la proposta di promuovere una conoscenza diffusa della filosofia di vita di Rom e Sinti, ricordando come il 2007, anno europeo della parità di trattamento, si sia rilevato un anno di
sgomberi forzati, di incendi, di ronde, di morte, come nel caso dei quattro bambini di Livorno.
Con composta decisione la rappresentante dei Sinti ha sottolineato come il rispetto delle regole sia inderogabile da parte di ogni minoranza come anche da parte delle istituzioni, che devono sempre garantire condizioni di vita dignitose per ogni persona presente sul territorio dello Stato. Affrontato poi il contenuto dei Patti di legalità stipulati in quasi tutte le grandi città italiane nel 2007 spesso finalizzati ad allontanare i campi nomadi dai centri urbani con ulteriore effetto di emarginazione e, da ultimo, la legge 482 del 1999 che, riconoscendo le minoranze storiche in Italia, escludeva aprioristicamente Rom e Sinti. La conclusione della giovane esponente Sinta si è incentrata sull’intento di ridare tutela e dignità in Italia a tutte le rappresentanze sinte e rom, presenti nel nostro territorio fin dal XIV secolo.
Prima del previsto dibattito in aula, ha svolto il suo intervento il prefetto Perla Stancari, Direttore centrale per i diritti civili, la cittadinanza e le minoranze, che, prendendo avvio dagli atteggiamenti di rifiuto spesso posti in essere nei confronti dei Rom ha richiamato le competenze del ministero dell’Interno a tutela di tutte le minoranze e le tante iniziative avviate dal Viminale in tale materia
anche con i Paesi di provenienza, in particolare con quello romeno.
Interessanti le valutazioni sui mutamenti del fenomeno Rom, evidenziati da un monitoraggio avviato nel 2006 dal Viminale, aggiornato nel 2007 con la collaborazione di tutte le prefetture, dal
quale emergono criticità da affrontare ma anche progetti conclusi con successo, soprattutto per quel che riguarda l’istruzione e le attività lavorative. L’analisi del prefetto Stancari ha poi riguardato l’impegno degli enti locali e la stessa legislazione regionale, la mancanza di una politica nazionale per migliorare la condizione dei Rom, l’importanza dei patti per la legalità siglati con i sindaci delle grandi città italiane, gli interventi di sostegno alle categorie svantaggiate sostenuti dal Fondo UNRRA.
Da ultimo è stata posta l’attenzione sull’immigrazione come risorsa, non solo per la grande industria italiana ma anche per le singole famiglie del nostro Paese che possono fare affidamento, nella maggioranza dei casi, su collaboratori stranieri capaci ed affidabili, e sui diritti dei più deboli che vanno difesi strenuamente, soprattutto quando si tratta di bambini costretti all’accattonaggio oppure di donne sfruttate da organizzazioni senza scrupoli.

Rosi Bindi, "Stiamo lavorando ad un piano per l'infanzia dedicato ai Rom e Sinti"

Alla chiusura della Conferenza Europea sulla Popolazione Rom è intervenuta Rosi Bindi ribadendo i concetti già espressi all’ONU.
Il Ministro oggi ha affermato: "I bambini Rom, anche in materia di adozione internazionale, rischiano forme di discriminazione, esiste infatti la possibilità di un atteggiamento di selezione/rifiuto per i bambini di questa etnia".
Secondo Rosi Bindi serve un profondo cambiamento di mentalità e le politiche di integrazione devono essere rivolte "non al rom in quanto individuo singolo ma verso le famiglie rom". Il ministro ha poi annunciato che l'esecutivo sta lavorando per un piano nazionale per l'infanzia che prevede una parte dedicata esclusivamente ai Rom e Sinti.

Frattini, l'UE deve tutelare di più i Rom e i Sinti

L'Unione europea può e deve fare di più per tutelare i diritti della minoranza Rom che ha come sua prima preoccupazione quella "della sicurezza personale". E' quanto ha dichiarato il vicepresidente della Commissione europea, Franco Frattini, nel suo intervento oggi alla Conferenza europea sulla popolazione Rom presso la Scuola superiore dell'Amministrazione dell'Interno.
"A dicembre ho organizzato un incontro con le associazioni Rom di tutta Europa e ho riscontrato che la principale preoccupazione è quella per la sicurezza personale - ha spiegato Frattini - la cittadinanza europea si declina proprio come diritto di vivere sicuri e rispettando le leggi, per questo l'Europa deve garantirlo. La seconda preoccupazione - ha continuato - è quella per il diritto alla casa che condiziona anche lo stato della dignità umana e rende difficile anche parlare di educazione".
Il vicepresidente ha inoltre sottolineato che la comunità Rom in Europa è preoccupata anche per la discriminazione delle donne e dei bambini "che soffrono sia della discriminazione legata al pregiudizio, sia di quella del sistema scolastico e da parte dei compagni per i più piccoli".
Frattini ha poi spiegato che l'Ue potrà fare di più grazie ai nuovi progetti che verranno finanziati dal 2007 al 2013 "con un generoso stanziamento che supererà i 300 milioni di euro già assegnati nel quinquennio precedente e per i progetti di inclusione dei Rom. A questi fondi hanno attinto
la Spagna, la Romania e la Bulgaria, meno l'Italia. Questo è un invito a tutti coloro che ne volessero approfittare".
Infine, Frattini ha ricordato che
la Commissione europea presenterà a breve un rapporto sul bilancio dell'anno 2007, anno dedicato alle pari opportunità. In questo rapporto "un capitolo sarà dedicato ai Rom e oltre a fare un bilancio sarà dato un suggerimento su cosa fare nel 2008 e la priorità sarà educazione, educazione, educazione", per cui l'Unione europea stanzierà dei fondi appositamente destinati.
Noi di sucardrom siamo felici del cambio di registro nelle dichiarazioni del Commissario Frattini che era stato censurato da tutto il Parlamento Europeo sulla questione rom.

David, la questione rom è una responsabilità europea

Il problema della minoranza Rom è questione che non riguarda soltanto i singoli Paesi, ma è una precisa responsabilità dell'Unione europea, secondo il ministro dell'Interno romeno, Cristian David, intervenuto alla Conferenza europea sulla popolazione Rom.
"Esporre i temi e diventare consapevole è fondamentale per evitare che la realtà venga accantonata.
La Romania riconferma la propria preoccupazione per i problemi delle minoranze e ritiene fondamentale identificare strumenti efficienti, ma trovare una soluzione è responsabilità dell'Ue", ha detto David.
Il ministro ha inoltre ipotizzato che "se necessario si crei anche la figura di un coordinatore a livello europeo che gestisca il problema della minoranza Rom".
La popolazione di Rom e Sinti è pari a 8-12 milioni "il 2% della popolazione Ue - ha ricordato David - e vive in povertà, in isolamento, senza l'accesso al lavoro e al sistema scolastico. L'istruzione è il punto chiave per risolvere questo problema anche se è uno strumento che avrà i suoi risultati sul lungo periodo".
La Romania propone "di contribuire a una strategia coerente a livello europeo con la propria esperienza nella risoluzione del problema della minoranza Rom", ha aggiunto il ministro romeno. "Il problema esiste, adesso bisogna passare dalla dichiarazioni alle azioni concrete", ha concluso David.

Razzismo nelle parole di Marco Impagliazzo

Ieri Marco Impagliazzo, presidente della Comunità di Sant'Egidio, si è presentato alla Conferenza Europea sulla Popolazione Rom e Sinti in qualità di docente all'Università per stranieri di Perugia. Era stato inserito nel programma iniziale per offrire un quadro sulla presenza di Rom e Sinti in Italia e i Europa, attraverso una ricostruzione storica.
E subito è partito male affermando: «Chiarisco subito che in questa mia relazione utilizzerò per parlare delle popolazioni, rom, sinti e camminanti, il termine “zingari”. Questo termine, con le sue varianti linguistiche, è usato da secoli in tutta l’Europa per definire queste popolazioni. E’ una definizione coniata dalla cultura “non zingara” che è poi entrata nel linguaggio comune. Di per sé il termine “zingaro” non racchiude alcuna sfumatura negativa o dispregiativa».
Spieghiamo a Marco Impagliazzo, presidente della Comunità di Sant'Egidio e docente all'Università per stranieri di Perugia, che utilizzare l’eteronimo “zingari” ma anche l’eteronimo “nomadi” sono evidenti forme di discriminazione razziale.
Questi termini hanno fortissimi limiti concettuali che si possono identificare su due piani diversi: in primo luogo sono denominazioni costruite e decise da appartenenti alla società maggioritaria (in senso numerico) che applicano una vecchia necessità etnocentrica di categorizzazione; in secondo luogo, questi termini, non sono in grado di designare con precisione le popolazioni sinte e rom, presenti in Italia, perché non hanno una definizione semantica precisa.
Il divario che esiste tra la classificazione “colta” degli studiosi e quella propria delle popolazioni rom e sinte non è mai stato superato ed è dovuto al fatto che i due gruppi hanno interessi molto diversi.
Il primo deve categorizzare per dare risposte compiute sostenute da metodologie scientifiche; il secondo deve semplicemente chiamare per nome una realtà concreta, contingente, estremamente prossima: la sua stessa vita quotidiana.
Più precisamente si dovrebbe segnalare anche un minor interesse dei Rom e dei Sinti a fornire dati per l'identificazione "arbitraria" da parte degli appartenenti alla società maggioritaria. Questo perché, ad oggi, pochi sono i progetti che vedono protagonista la partecipazione attiva degli stessi Sinti e Rom.
Nessuno è riuscito fino ad ora a proporre elementi comuni alternativi che giustifichino sia il termine "nomadi" che il termine “zingari” tanto che è quasi lecito affermare che queste parole non significhino niente perché non designano nulla. Categorie, quella dei “nomadi” e quella degli "zingari" inventate da appartenenti alla società maggioritaria per porre di fatto i Sinti e i Rom a distanza dal “normale cittadino”.
Per i prossimi interventi chiediamo a Marco Impagliazzo, presidente della Comunità di Sant'Egidio e docente all'Università per stranieri di Perugia, di utilizzare gli autonimi Rom, Sinti, Kalé, Manouche e Romnichals per designare le popolazioni presenti in Europa e di utilizzare gli autonimi Rom e Sinti per designare le popolazioni presenti in Italia. Diversamente sarà da noi accusato di discriminazione razziale.

sucardrom