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Piano Nazionale d'azione contro il razzismo, la xenofobia e l'intolleranza

 

Il 30 luglio 2013 la Ministra Kyenge ha aperto i lavori per la stesura del piano nazionale per contrastare il razzismo e la xenofobia. Al tavolo di lavoro è stato invitato anche Radames Gabrielli, presidente di Nevodrom, in rappresentanza della Federazione Rom e Sinti Insieme. Di seguito il documento di presentazione dei lavori.

 

PER UN PIANO NAZIONALE D’AZIONE
CONTRO IL RAZZISMO, LA XENOFOBIA E L’INTOLLERANZA

Roma, 30 luglio 2013

Perché un Piano

Il Piano rappresenta il primo esempio a livello nazionale di una risposta dinamica e coordinata delle istituzioni e della società civile alla recrudescenza del fenomeno razzista alla quale stiamo assistendo non solo nel nostro Paese ma in tutto il contesto europeo.
Si tratta di un lavoro che richiede nelle prossime settimane la necessaria collaborazione e condivisione, non solo delle associazioni di settore, ma anche delle istituzioni, centrali e territoriali, a vario titolo coinvolte, al fine di pervenire a una strategia che possa essere di supporto alle politiche nazionali e locali in materia di prevenzione e contrasto del razzismo, della xenofobia e dell’intolleranza, con l’obiettivo finale di valorizzare una società multietnica e multiculturale, aperta e democratica.

Il contesto del Piano

Come previsto dal D. lgs 215/2003 e dall’art. 43 dell’ex Legge 40/1998, il Piano si propone di offrire una definizione chiara ed unitaria di cosa si debba intendere per contrasto al razzismo, alla xenofobia e all’intolleranza. Per questo motivo, è immediatamente esplicitato che il Piano d’azione riguarda le discriminazioni basate sulla razza, sul colore, sull’ascendenza, sull’origine nazionale o etnica, sulle convinzioni e le pratiche religiose. Naturalmente il Piano tiene conto e appresta ulteriori strumenti in ragione del diverso impatto che le stesse forme di discriminazione possono avere su donne e uomini, in un’ottica di genere, nonché dell’esistenza di forme di razzismo a carattere culturale.

La struttura del Piano: gli Assi

Sulla base delle intese fra il Ministro per l’integrazione ed il Viceministro del lavoro e delle politiche sociali con delega alle pari opportunità, lo schema di Piano è stato predisposto dall’UNAR secondo un approccio integrato e multidisciplinare.
Per l’individuazione degli Assi prioritari, si è tenuto conto non solo dei dati statistici sui casi di discriminazione rilevati dal contact center dell’Unar, tramite il numero verde 800.90.10.10 e il sito web www.unar.it ma anche dei principali ambiti di intervento individuati dall’Unione europea per il contrasto e la rimozione delle discriminazioni. In tale individuazione, grande rilievo hanno avuto, infine, i risultati raggiunti dall’Ufficio nella rimozione della discriminazione, prendendo spunto dalle numerose raccomandazioni emanate o dalle best practice individuate e messe a sistema.

Al Gruppo Nazionale di Lavoro, pertanto, verranno proposti i seguenti Assi prioritari, di azione per i quali occorrerà individuare misure ed azioni positive da mettere subito in campo: Occupazione, Alloggio, Istruzione, Mass Media e Sport, Sicurezza.
Ciascun asse sarà declinato per ambiti strategici, obiettivi operativi e misure positive concretamente attuabili a legislazione vigente.

L’elemento innovativo offerto dal Piano risiede nella sua multisettorialità, vale a dire nell’ampliamento del target dei destinatari. Il Piano, infatti, non riguarderà, solo i cittadini stranieri che vivono in Italia, ma anche i cittadini italiani di origine straniera, tra i quali le seconde e terze generazioni, con un focus specifico sulle seconde generazioni che hanno acquisito la cittadinanza italiana dopo i 18 anni.
Un approfondimento, inoltre, sarà dedicato alla discriminazione basata sul colore della pelle. Diverse ricerche hanno evidenziato, infatti, come il colore della pelle sia uno specifico elemento di discriminazione, in particolare nelle scuole o nel mondo del lavoro. Nell’analisi statistica saranno analizzate tali ricerche e approfondito il tema della specifica discriminazione basata sul colore della pelle.

Si terrà conto anche dei minori stranieri presenti in Italia, e, come dimensione evolutiva, anche dei dati relativi alle nascite e alla presenza nelle scuole negli ultimi 3/5 anni.
Il Piano riguarderà, infine, anche le persone appartenenti alle minoranze religiose ed etnico-linguistiche.

Quale Governance del Piano

La definizione e l’attuazione del Piano richiede un sistema di governance multilivello, che coinvolga tutti gli attori a vario titolo interessati alle politiche in materia di prevenzione e contrasto della discriminazione per motivi razziali ed etnici. Si tratta, quindi, di un modello articolato e integrato che prevede l’azione sinergica delle istituzioni, centrali e locali, della società civile, delle parti sociali e di tante associazioni coinvolte.

Tra gli attori maggiormente coinvolti vi è il Gruppo Nazione di Lavoro delle associazioni di settore che svolgerà un ruolo essenziale nell’elaborazione e condivisione del Piano. Il GNL è costituito ad oggi da 85 associazioni.

I dati del Contact center – UNAR

Dall’analisi dei dati rilevati dal Contact center si evidenzia che nel corso del 2012 sono stati segnalati in totale 1.283 casi di discriminazione pertinenti per le diverse forme di discriminazione (disabilità, età, etnia/razza, genere, orientamento sessuale, religione). Rispetto al 2011 si è registrato un incremento del 61%: ciò non vuol dire solo che il fenomeno della discriminazione in generale è in crescita nel nostro Paese, ma anche che, grazie alla campagne di sensibilizzazione e comunicazione, si sta sviluppando una maggiore attitudine al reporting e alla denuncia, anche da parte di testimoni, che ne favorisce la emersione.

Nel 2012, l’UNAR ha registrato specificamente 659 casi di discriminazione per motivi etnico/razziali, pari al 51,4% del totale dei casi di discriminazione trattati nell’anno.
Il 40,9% delle segnalazioni sono state effettuate dalle vittime che hanno subito la discriminazione e il 35,7% da parte dei testimoni della situazione discriminatoria .

Nel complesso, nel corso del 2012, quindi, si è registrato una maggiore propensione all’emersione dei casi di discriminazione sia da parte delle vittime (nel 2011 era il 30%,) che dei testimoni (nel 2011 era il 21%).

 

I Sinti, culture e lingue dal Sindh all'Europa

sindh2_small.jpgFare una ricerca su internet per saperne di più sui Sinti è un impresa non facile e qualche volta si scopre anche poco veritiera; questo perchè è chiaro a tutti che su internet si può aggiungere tutto quello che si pensa e si vuole, a propria convinzione e piacimento, ma la speranza di tutti è che tutto quello che troviamo sia tratto da realtà concrete e sicure, e non da supposizioni, poi scoperte errate.
Da dove deriva il nome “Sinti”.
Facendo delle ricerche sui sinti si scopre (si presume) che essi provengono dall’India, ma come si nota il loro nome “Sinti” si combacia benissimo con il nome della regione Sindh, (Sinti/Sindh) una delle 4 province del Pakistan, la seconda più popolosa ed è la patria del popolo Sindhi, le regioni limitrofe sono il Belucistan ad ovest e nord, il Punjab a nord, il Rajasthan (India) ad est e il Mar Arabico e il Gujarat ( India ) a sud. Le lingue principali sono il Sindhi e l’Urdu.
La città principale è la capitale Karachi, dove si concentrano i muhajirun e che fu capitale del Pakistan fino al 1958. Un'altra grande città è Hyderabad, l'antica capitale del Sindh. Il Sindh conta 23 distretti. L'origine del nome è nel sànscrito Sindhu che significa "mare" o "oceano", a causa la dimensione del Grande Fiume (Indo) nella parte occidentale. Il nome Sindh viene dall' Indo – Ariano le cui leggende narravano che il fiume Indo sgorgasse dalla bocca di un leone o Sinh-ka-bab. Nel Shrimad Bhagavatam è menzionato come parte di Abhirrdesh (regno Abhira). In passato esistevano due regioni in quest'area: Sindh ad ovest, che si estendeva fino alla città di Multan e Hind (India moderna) ad est. Moltissime persone di cui anche gli stessi Rom, affermano che i Sinti non esistono, oppure che sono sottogruppi della popolazione dei Rom, senza rendere conto della storia che racconta direttamente che il nome e la provenienza dei Sinti giunge dalla regione Sindh, e che fu conosciuto con diversi nomi nel 

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LO STERMINIO DEGLI ZINGARI…CONTINUA…

LO STERMINIO DEGLI ZINGARI DURANTE LA SECONDA GUERRA MONDIALE

Introduzione:
 

Durante la seconda guerra mondiale vennero uccisi oltre 500.000 zingari, vittime del nazionalsocialismo e dei suoi folli progetti di dominazione razziale. La storia dello sterminio degli zingari è una storia dimenticata e offesa dalla mancanza di attenzione di storici e studiosi: ancora oggi la documentazione risulta frammentaria e la relazione dei fatti lacunosa. Eppure l'argomento dovrebbe suscitare interesse anche solo per il fatto che la persecuzione degli zingari in epoca nazista risulta essere l'unica, ovviamente con quella ebraica, dettata da motivazioni esclusivamente razziali: proprio come gli ebrei, infatti, gli zingari furono perseguitati e uccisi in quanto « razza inferiore» destinata, secondo l'aberrante ideologia nazionalsocialista, non alla sudditanza e alla servitú al Terzo Reich, ma alla morte.

Ma proprio questo è il nodo centrale del problema. Per molto tempo dopo la guerra, infatti, lo sterminio nazista degli zigani non è stato riconosciuto come razziale ma lo si è considerato conseguenza - in un certo senso anche ovvia - di quelle misure di prevenzione della criminalità che, naturalmente, si acuiscono in tempo di guerra. Una tesi che trova fondamento nella definizione di « asociali» con la quale, almeno nei primi anni del potere hitleriano, gli zingari vengono indicati nei vari ordini e decreti che li riguardano. Come sappiamo, però, la terminologia nazista non è sempre esplicativa dei fatti: in questo caso il termine « asociale» viene usato per indicare coloro che, per diverse ragioni, non sono integrabili o omologabili col nuovo ordine nazionalsocialista. Gli stessi ebrei nei primi tempi venivano deportati e registrati come « asociali» . È sulle ragioni di questa « asocialità» che bisogna indagare.

In realtà, e va precisato fin d'ora, gli zingari furono perseguitati, imprigionati, seviziati, sterilizzati, utilizzati per esperimenti medici, gasati nelle camere a gas dei campi di sterminio, perché zingari e, secondo l'ideologia nazista, « razza inferiore» , indegna di esistere. La pericolosità - o asocialità - zigana non era, infatti, assimilabile a quella degli altri individui perseguitati per ragioni di ordine pubblico. Gli zingari erano geneticamente ladri, truffatori, nomadi: la causa della loro pericolosità era nel loro sangue, che precede sempre i comportamenti.

1. Quella che i nazisti chiamarono « questione zingara» è presente fin dai primi anni del potere hitleriano.

In realtà, già prima dell'ascesa al potere del nazismo, e non solo in Germania, ma in tutta Europa, esisteva una legislazione sugli zingari orientata - in generale - prima al controllo e all'identificazione degli individui presenti sul territorio, poi alla loro omologazione e assimilazione. Nella Germania guglielmina e nella Repubblica di Weimar - analogamente a ciò che accadrà durante i primi anni del regime nazista - la « questione zingara» era affidata quasi esclusivamente alle autorità di polizia locali col compito, sostanzialmente, di far rispettare regole e doveri: gli zingari dovevano lavorare e smettere la vita nomade. Le leggi, inoltre, imponevano loro di possedere carte di identificazione particolari e permessi di soggiorno o sosta in determinati luoghi, concessi a un numero limitato di persone.

Giovanna Boursier, in Zigeuner, lo sterminio dimenticato, Sinnos editrice)

LO STERMINIO DEGLI ZINGARI…CONTINUA…

Il Mondo…l’Europa…il Governo italiano…il Presidente d’Italia…il Santo Padre…personaggi che con un misero e piccolo gesto potrebbero fermare tutto quest’assurdo odio razziale, odio che si sta evolvendo sempre più forte, in tutta l’Italia. Le persone che potrebbero fermare tutto questo, non lo fanno, non gli passa nemmeno in mente di far finire queste assurdità, anzi con il loro silenzio stanno permettendo di tornare all’epoca delle atrocità, indietro nel tempo, all’epoca della disperazione e dell’orrore per Sinti, Rom ed Ebrei, dell’annientamento di persone colpevoli soltanto di appartenere ad un etnia diversa.

I rastrellamenti d’oggi sono eguali ad allora, la differenza è nulla, stiamo tornando  alla seconda Guerra Mondiale, all’epoca di questa foto, dove rastrellavano e rinchiudevano tutti i Sinti e Rom senza distinzioni d’età e sesso.

 

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Tutto cominciò così...

… con una e mail

 

Egregio Signor Sindaco di Bolzano

L’associazione Nevo Drom vorrebbe organizzare una partita amichevole di calcio, fra il Comune di Bolzano e i Sinti. Per dare una possibilità in più alla popolazione dei gage (non sinti) di Bolzano di conoscere il popolo dei Sinti Italiani/Altoatesini di Bolzano.

Ma soprattutto per contrastare la discriminazione e l’odio razziale che si sta evolvendo sempre più forte in tutta l’Italia e nella nostra Provincia e Comune di Bolzano. Per noi Sinti Altoatesini sarebbe un grande evento,

perchè come credo saremmo i primi in tutta l’Italia, ha contrastare la discriminazione e l’odio razziale verso il popolo dei Sinti… con una partita di pallone fra Gage e Sinti. Una partita amichevole, senza dare importanza chi dovesse vincere, ma con una grande importanza per la partecipazione di tutti, a un evento storico nella storia sportiva.

E’ finì con un bellissimo pareggio di tre a tre.

Prima dell'inizio della partita i due capitani "Sindaco, città di Bolzano Luigi Spagnoli" "Presidente, Nevo Drom Radames Gabrielli " si sono scambiati poche parole di solidarietà con il pallone in fronte.

 

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Grazie al Sindaco e ha tutto lo staff del comune di Bolzano.

IL 19 aprile 2008,

l'amichevole partita di pallone, giocata nel Palasport di Via Resia a Bolzano, fra i Politici del Comune e i Sinti della squadra "nevodrom" di Bolzano, e riuscita in pieno, non si è visto o riscontrato nessun tipo di discriminazione o razzismo, la partita e continuata fino alla fine senza nessun intoppo.
L’idea s’e’ fatta realtà,

La partita ebbe inizio verso le ore 17: 00 circa,

Il primo goal della partita l’ha eseguito la squadra dei Politici, la seconda dei Sinti e così via fino al terzo goal, tutti i giocatori d’entrambe le squadre giocarono veramente bene, la voglia di giocare e vincere era molto forte,

bisogna ammettere che l’interpretazione delle due le squadre era bellissima.

La partecipazione da parte dei Politici e stata molto entusiasma,

nella squadra dei Politici non mancava quasi nessuno, ci sono stati proprio tutti, dal Sindaco Luigi Spagnolli, dal Vice Sindaco Elmar Pichler Rolle, gli Assessori Comunali Stefano Pagani, Konrad Auserer, Cristoph Buratti, Mauro De Pascalis, Gianni Frezzato, Enrico Lillo, Francesco Matrici, Walter Seppi.

Mentre la squadra dei Sinti era composta da:

Spada Josef , Truzzi Isacco, Held Antonio, Gabrielli Michael, Spada Carlo, Gabrielli Benhur, Gabrielli Matthew, Ferrari Michele, Barbieri Otello.

Le tre reti sono state segnata dal Giocatore della squadra dei Politici, Francesco Matrici, e i tre reti della squadra dei Sinti, il primo goal  stato segnato dal giocatore Held Antonio, il secondo e il terzo goal e stato segnato dal giocatore Barbieri Otello.

E finita a tre a tre la partita giocata dai Sinti e dai Politici del Comune di Bolzano, il presidente Radames Gabrielli e il Sindaco Luigi Spagnolli hanno deciso, dopo aver consultato le proprie squadre, di non proseguire nella scelta di vincitori ai rigori, visto lo scopo preciso dell’iniziativa, il perché della partita amichevole di pallone, hanno tutti preferito di terminare con “un tutti vincitori” un bel tre a tre e una bella coppa a tutte e due le squadre.

Alla fine della partita tutti al bellissimo e buonissimo buffet,

tutti a bere e mangiare, insieme, senza guardare di che etnia appartenesse il vicino della propria destra e sinistra.

Una partita da ricordare, una giornata dove finalmente non c’era discriminazione o odio razziale, dove non c’erano Sinti e Gage, ma soltanto persone con tanta simpatia, amicizia e tanta voglia di divertirsi, tutti insieme in un divertimento magnifico, popolo dei Sinti e popolo dei Gage unito in un solo scopo…abrogare la discriminazione e l’odio razziale con un partita di pallone
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RETI:

pt 2' Matrici, 7' Held, 16' Matrici;

st 13' Barbieri, 15' Matrici, 19' Barbieri.

 

La speranza è che questa partita di pallone abbia portato nei cuori e nelle menti di tantissime persone, la consapevolezza, che anche i Sinti sono persone con cui si può giocare, lavorare, divertire, dialogare, chiacchierare...che convivere insieme "Sinti e Gage" non e impossibile.

 

 

 

 

NASCE LA SQUADRA DI CALCIO DI NEVO DROM

Proposto da Nevo Drom...organizzato dal comune...una modo piacevole per combattere la discriminazione, l'odio razziale e farsi conoscere dalla propria città ...

Radames Gabrielli

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IL MINISTRO FERRERO A BOLZANO

INCONTRO CON IL MINISTRO FERRERO.

 

L’incontro di Radames Gabrielli il 29 marzo 2008 alle ore pomeridiane, con il Ministro Ferrero a Bolzano per la consegna del documento del Comitato rom e sinti insieme, scritto dalla maggioranza dei Sinti e Rom di cittadinanza italiana e dai Rom di nazionalità europea oggi in Italia.

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Per la lettura del documento visionare

Il Blog del comitato rom e sinti insieme.

 

http://comitatoromsinti.blogspot.com

 

Comunicato stampa

Rom e Sinti, sette punti per i politici italiani


Il comitato “Rom Sinti Insieme” è una realtà nata a marzo 2007, per unire tutte le popolazioni e le organizzazioni Rom e Sinte, presenti in Italia. Ad oggi hanno aderito al comitato una trentina tra associazioni e gruppi informali che si stanno a loro volta costituendo in associazione.
Uno degli obbiettivi prioritari che si è posto il comitato è la costruzione di un’effettiva partecipazione politica dei Rom e Sinti in tutta l’Italia.
La stragrande maggioranza dei Rom e dei Sinti, il 13 e il 14 aprile andranno a votare, esprimendo la propria volontà politica. E da tutte le Città italiane, i Sinti e i Rom chiedono al Comitato un’indicazione di voto.
Il comitato “Rom Sinti Insieme” giudica positivamente la candidatura di Dijana Pavlovic da parte della Sinistra Arcobaleno, nel Collegio di Milano per le elezioni alla Camera dei Deputati e la candidatura di Nazzareno Guarnirei da parte di una Lista collegata all’UDC per le elezioni amministrative a Pescara.
Il comitato “Rom Sinti Insieme” ritiene però prioritario un confronto diretto con tutti i candidati premier sulle questioni di merito che investono le popolazioni Sinte e Rom in Italia.
Per questa ragione il Comitato ha inviato a tutti i candidati premier un documento dal titolo “Rom e Sinti, 7 punti per i politici italiani”, al fine di chiedere a quest’ultimi un confronto diretto, serio e costruttivo in merito a questioni che trovano
ampio spazio nei dibattiti pubblici.