«Il Comune ci ignora perché le baracche saranno smantellate»

 Quotidiano Alto Adige, 04-10-07,  Cronaca

«Il campo dove abitiamo è in condizioni pietose»
I Sinti: una fogna a cielo aperto

 

campoBOLZANO. Campo sinti alla Spaghettata: tre famiglie in difficoltà; trenta persone, di cui 14 minori. Vorrebbero lavarsi, ma manca l’acqua calda. Vorrebbero servirsi dei gabinetti, ma sono intasati da settimane. A pochi metri dalle roulotte, una fogna a cielo aperto: un laghetto lungo almeno 50 metri. Topi e rospi ovunque. I nomadi hanno fatto presente la situazione, più e più volte, ma il Comune - raccontano - non si è mosso. «Non vogliono spendere altri soldi, perché il campo dovrebbe essere smantellato».  Un lezzo terribile, a pochi metri dalle roulotte, all’estremità meridionale del campo sinti della Spaghettata. Topi che scorrazzano a destra e a manca. Rospi e insetti di ogni genere. Perché le fognature si sono rotte, da settimane. Le acque nere hanno formato un laghetto, che però ha davvero poco di romantico. Perché a pochi metri dallo specchio d’acqua vivono tre famiglie; in tutto trenta persone, con una quindicina di bimbi e ragazzini. La tutrice, Venusia Frosch, è preoccupata, e racconta. «Vorremmo solo che i nostri bimbi si potessero lavare e andare al gabinetto. Ma il container-wc è intasato da settimane; l’acqua calda una volta arrivava regolarmente, adesso siamo sempre senza. Per lavare i bambini prima di andare a scuola, siamo costretti a scaldare l’acqua sul gas e poi a metterli a mollo nelle bacinelle del bucato. Ci teniamo che i ragazzini siano puliti, ma non sempre ci è possibile». I bimbi sono costretti a fare i bisogni in quella che era l’area giochi. «Un’indecenza. Abbiamo chiamato gli assistenti sociali, l’igiene pubblica. Non chiediamo mica niente di che: un po’ di dignità. Vorremmo solo lavarci e non vivere in mezzo ai topi. Basterebbe spurgare i tombini, ricoprire il lago, darci l’acqua. Ma non si è mosso nessuno». Il motivo dell’immobilismo, a detta delle famiglie sinte, è chiaro: «Sappiamo che il Comune intende smantellare il campo, verso inizio 2008. Chiaramente non vogliono spendere altri soldi, una vergogna. Anche perché poi, magari, il giudice ci toglie la custodia dei bambini, se scopre che vivono in queste condizioni».  Sullo stesso tema, intanto, proprio ieri mattina, è stata bocciata in consiglio provinciale una mozione di Unitalia, con la quale Donato Seppi chiedeva alla Provincia di non concedere al Comune sovvenzioni per l’acquisto e l’attrezzatura di terreni da destinarsi a famiglie di nomadi, con particolare riferimento al trasferimento della famiglia Gabrielli al di là di Firmian. La mozione è stata respinta, ma ha avuto il sostegno, oltre che di Unitalia, anche delle destre tedesche. A detta di Seppi è «scandaloso che la giunta provinciale abbia concesso al Comune, nel dicembre 2006, 52 mila euro di sovvenzioni. C’è più sensibilità per i nomadi che per la popolazione residente. Così non può continuare». (da.pa)