I rom e gli agnelli

 Ancora una volta sui mass media si parla di rom per costruirne una immagine di violenti furfanti dai riti barbarici. Pubblichiamo la replica dell'associazione Osservazione, apparsa oggi 9 maggio tra le lettere dei lettori, e, in coda, gli articoli cui si riferisce.

Gli agnelli uccisi legalmente

 Condividiamo l’indignazione della Lav e di quanti provano sdegno di fronte all’uccisione di animali, soprattutto se cuccioli. Ad esempio ogni anno, in occasione della Pasqua cattolica, troviamo criminale che ovunque, non trenta e nemmeno trentamila, ma un numero enormemente maggiore di agnelli venga ‘sacrificato’. E non per il rispetto di un antico rito biblico, ma in omaggio alla nuova religione mondiale che è il consumismo. Partire da un evento che fa clamore, da uno stereotipo antropologico come quello del «cattivo selvaggio che festeggia eventi tribali», può essere un modo per sollevare la più generale questione animalista, e di questo potrebbe essere reso merito alla Lav. Purtroppo noi non pensiamo che nessuno dei bravi consumatori di agnelli sterminati ogni anno a norma di legge, dopo aver letto gli articoli dell’Alto Adige sui Rom di Firmiano, metterà minimamente in crisi le proprie abitudini alimentari. Piuttosto, ancora una volta, puntare l’indice contro i rom, risulterà un modo per definire meglio la propria identità per differenziazione: «I selvaggi sono cattivi perché sterminano gli agnelli illegalmente, noi stanziali siamo buoni perché invece gli agnelli li sterminiamo legalmente». Molti potrebbero essere gli studi di antropologia e di filosofia politica chiamati a far chiarezza, anche sulla questione dell’igiene e dei principi da rispettare per la macellazione. Non è certamente questa la sede per assolvere a questa possibilità, potendo solo fare cenno a quella quantità di norme e precetti igienici della religione indiana prima, ebraica e musulmana poi, che prescrivono con minuzia precauzioni e misure molteplici per tutelare la salute di uomini e animali. Norme e precetti su cui è sicuramente legittimo e utile aprire una discussione. Ma forse ancora più utile, e prioritario, è mettere in discussione le norme che per un numero infinitamente maggiore di casi, consente gli allevamenti intensivi, i lager dove galline, mucche e ogni altro animale vengono tenuti senza luce, in poco spazio, in condizioni ignobili e imbottiti di atrocità chimiche e sintetiche. Quali sono gli effetti sulla salute umana di simili modalità di allevamento? Rispetto al salto di civiltà che rappresenterebbe l’uccisione al macello, invitiamo chiunque, dopo aver sentito i pianti degli animali in attesa del proprio assassinio, a pronunciarsi su quanto umane possano le moderne tecniche di morte, anche se sofisticate e a norma di legge. E’ di questi animali che il buon consumatore occidentale si nutre quotidianamente, ma lo fa legalmente e dunque la sua coscienza è tranquilla. Norme e principi secolari rispettati anche da quei rom che fasteggiano San Giorgio (molti dei rom invece, anche di Castel Firmiano, non usano assolutamente festeggiarlo) non possono invece essere presi in considerazione. Andrebbero troppo palesemente contro lo stereotipo (del tutto inventato) del buon selvaggio che “passa cuori insanguinati di mano in mano”.
Giovanni Zoppoli Associazione Osservazione

 

DOMENICA, 06 MAGGIO 2007

di Davide Pasquali

Firmiano, strage di agnelli alla festa Rom

Verranno sgozzati questa mattina Esposto Lav: macellazione illecita

Il veterinario provinciale: «Non rispettate le norme sanitarie». Verranno sacrificati trenta capi i cuori insanguinati passeranno di mano in mano

BOLZANO. Stamane, all’alba, presso il campo nomadi di Firmiano verranno sgozzati, squartati e arrostiti almeno 30 agnelli, sacrificati a San Giorgio, santo ortodosso caro ai rom balcanici. Verranno sgozzati in barba alle norme igieniche e sanitarie. Perché la legge non permette la macellazione privata, ma la consente solo agli addetti del mattatoio, con preventivo stordimento dei capi per non farli soffrire. Per tentare di fermarli, ieri la Lav ha presentato un esposto. 

az801fGli agnellini, e pure qualche pecora, sono arrivati al campo a partire da giovedì. Ognuna delle trenta famiglie presenti si è procurata almeno un capo. Qualcuno ha caricato il suo animale nell’auto, ma i più si sono organizzati meglio: nella mattinata di ieri, infatti, è giunto al parcheggio, situato poco sotto il Messner mountain museum, un autocarro per il trasporto del bestiame. Alla guida un contadino sudtirolese. Ne sono scesi una ventina di agnelli. Anzi, non sono scesi, ma sono stati letteralmente scaraventati a terra, uno alla volta.
 Dopo essere stati immobilizzati dai rispettivi proprietari, i singoli agnelli sono stati definitivamente “neutralizzati”, legando loro assieme le quattro zampe con una corda. Poi, la singola famiglia ha trasportato la sua preda sul retro della propria casetta o del proprio container. Qualcuno, un poco più sensibile, ha lasciato i suoi piccoli ovini a pascolare nel prato lì accanto.
 Questa mattina, ogni famiglia macellerà il suo o i suoi agnelli. I capi verranno sgozzati, poi squartati; in seguito, verrà estratto il cuore e passato di mano in mano, grondante di sangue. Lo prescrive il rito, di origine ortodossa, fatto proprio dai rom provenienti dall’area balcanica e immediati dintorni: ex Jugoslavia, Grecia, Turchia. È il rito, ormai laico, che si celebra ogni 6 maggio in onore di San Giorgio, il patrono dei summenzionati rom balcanici. Dopo lo sgozzamento, lo squartamento e quant’altro, si accenderanno i falò, i bimbi indosseranno vestitini nuovi di zecca, si comincerà a suonare, cantare, bere e... cucinare. Agnello allo spiedo.
 Il veterinario provinciale Gianfranco Piasenti, responsabile del macello di Bolzano, garantisce trattarsi di pratica assolutamente illecita, «perché in tutta Italia, Alto Adige compreso, la macellazione è consentita solo all’interno delle strutture preposte e in grado di garantire gli adeguati standard igienico-sanitari. Inoltre, può essere effettuata solo da personale specializzato, seguendo precise disposizioni. L’animale, prima della recisione dei grossi vasi sanguigni del collo, deve essere stordito tramite un elettrodo; in questo modo si evitano inutili sofferenze. Solo in pochi macelli italiani, su espressa autorizzazione del ministero della Sanità, possono essere sgozzati piccoli ruminanti secondo il rito cosiddetto allal, ossia da un imam musulmano. In Alto Adige, sempre su espressa richiesta e conseguente autorizzazione ufficiale, è concessa la macellazione dei maiali ai contadini dotati di adeguate strutture. Ma così, all’aperto, senza precauzioni di nessun genere, è vietato, per evidenti motivi di inquinamento ambientale». Tanto per tradurre: chissà dove andranno a finire le interiora.
 Indignata per quello che avverrà stamane, ieri sera la responsabile della Lav Ester Valzolgher ha presentato un esposto: «È un orrore: animali inutilmente maltrattati, poi sacrificati e squartati; per di più davanti a molti bimbi. Per noi bolzanini è un’atrocità; uno scempio che le autorità non dovrebbero permettere. Speriamo li fermino».

LUNEDÌ, 07 MAGGIO 2007

Nonostante l’esposto Lav, gli animali squartati illegalmente. Il veterinario: non potranno più farlo

Rom diffidati, pecore già uccise

La polizia arriva al campo a macellazione finita

BOLZANO. L’esposto, presentato sabato pomeriggio dalla lega antivivisezione, è arrivato tardi: al campo nomadi di castel Firmiano la festa rom a base di decine di agnelli macellati illegalmente, e crudelmente, si è consumata lo stesso. Risparmiate solo cinque pecore, quelle che le forze dell’ordine hanno rinvenuto nella serata di sabato, durante un sopralluogo effettuato insieme al veterinario di turno. Secondo quanto riferito dalla polizia, durante il sopralluogo gli agenti avrebbero rinvenuto soltanto cinque pecore, custodite in maniera adeguata, senza segni evidenti di maltrattamento. Per cui, niente sequestro. Semplicemente, il responsabile del campo, Asan Redzep, è stato nominato custode degli animali e formalmente diffidato dal macellare le pecore al campo, pratica illegale secondo la legge italiana.
 «Non abbiamo potuto ispezionare le casette dei nomadi - precisa il veterinario di turno presente al sopralluogo, la dottoressa Francesca Benin - probabilmente gli animali erano già stati macellati o adeguatamente nascosti. Un paio di famiglie erano in regola, avendo fatto macellare gli animali presso un contadino a Obereggen, gli altri però no. Quest’anno è andata così, il prossimo anno si sta pensando di far tenere aperto il macello comunale nella giornata di festa». «Abbiamo festeggiato lo stesso - ammette Asan Redzep - come sempre negli ultimi vent’anni. Come mai se ne sono accorti ora? Qualche volta il Comune ci ha addirittura messo a disposizione un container per le pelli degli animali scuoiati. E poi, a Pasqua, quanti agnelli si fanno fuori per i bolzanini? Comunque non lo facciamo davanti ai bambini, non siamo pazzi». «Vero niente - fa sapere Ester Valzolgher, della la Lav - il rito, praticato domenica a Firmiano alla presenza di oltre 200 rom, consiste proprio nel lasciar morire l’agnello piano piano, dopo averlo sgozzato senza prima storidrlo. Muore in 15-20 minuti, soffrendo moltissimo. Poi il padre intinge il dito nel sangue dell’agnello e segna i figli sulla fronte per benedirli». La Lav si augura che in futuro questa barbarie non si ripeta più. (da.pa)