Barbara Richter

Barbara Richter è morta. Si è spenta serenamente durante il sonno, quasi a compensare un vita difficile attraversata dagli eventi più tragici della storia dell'ultimo secolo.

 Sinta, nata in Cecoslovacchia, proveniente da una famiglia di sinti circensi austriaci, finita appena adolescente nei campi di lavoro nazisti, sopravvissuta agli esperimenti del dottor Mengele che le ha inoculato malattie di ogni genere.  La sua tempra forte le ha permesso di potere raccontare frammenti della sua vita a quanti le si avvicinavano. Il suo braccio tatuato, dove sotto una cicatrice si leggeva ancora un numero e una Z di Zigeuner, era un costante monito a non dimenticare. Dopo una vita trascorsa in giro per il mondo è tornata a Bolzano 4 anni fa, ormai sola,  per trascorrere gli ultimi anni della sua vita in una città dove aveva vissuto negli anni ‘70/’80 con la sua famiglie e di cui conservava un bel ricordo.

Stralci delle sue memorie sono stati raccolti da Mirella Karpati  per la rivista Lacio Drom e, più recentemente, dalla direttrice dell’Archivio storico di Bolzano, che ne conserva una testimonianza videoregistrata. Una compagnia teatrale di Milano, in collaborazione con la sezione locale di Opera Nomadi, ha messo in scena all’inizio del 2006 uno spettacolo in cui si narra anche la storia di Barbara Richter.

Chi l’ha conosciuta conserverà di lei un ricordo fatto di tenacia, coraggio, orgoglio e amore per la vita.

Ciao Barbara