Il centro di tutela contro le discriminazioni

Propaganda elezioni comunali Bolzano 2005Propaganda elezioni comunali Bolzano 2005 Finalmente anche la Provincia di Bolzano si muove sul fronte della tutela contro le discriminazioni!

Ad ottobre 2012 il Consiglio Provinciale ha approvato il regolamento di esecuzione concernente il Centro di tutela contro le discriminazioni fondate su razza, colore della pelle od origine etnica, genere, orientamento sessuale, disabilità, lingua, religione, nazionalità o appartenenza ad una minoranza nazionale, previsto dalla L. P. 12 del 2011 “integrazione delle Cittadine e Cittadini stranieri”

L’ Italia è stata più volte ammonita a livello europeo per l’inosservanza di raccomandazioni e risoluzioni a tutela delle minoranze Sinte e Rom  (Raccomandazione n. 1557/2002 del Consiglio d’Europa, risoluzione del Parlamento Europeo sulla situazione dei Sinti e dei Rom nell’Unione Europea n. P6/TA- PROV (20059) 0151, carta Europea delle lingue Regionali o minoritarie). Nonostante ciò ancora stenta a promuovere politiche di tutela contro tali discriminazioni e nemmeno si impegna a coinvolgere rappresentanze dei diretti interessati, sia a livello politico, sia a livello organizzativo, come avviene invece in altri paesi europei. Ma c’è di peggio. In Italia raramente vengono condannati gli atti di istigazione all’odio razziale contro Sinti e Rom

Sino ad oggi anche l’Alto Adige non si è distinto e noi Sinti non ci siamo sentiti realmente tutelati contro gli atti di discriminazione che quotidianamente uomini, donne e bambini Sinti subiscono.

In qualità di segretario della Federazione nazionale Rom e Sinti Insieme e di presidente dell’Associazione culturale di promozione sociale Nevo Drom, costituita prevalentemente da persone Sinte, anche in virtù di quanto riportato dagli art. n° 3 e n° 4 del regolamento di esecuzione (“ Formazione e sensibilizzazione”, reti e collaborazioni”)1, auspico che il Centro di tutela contro le discriminazione coinvolga attivamente nella propria organizzazione i diretti interessati, quindi anche i Sinti, alcuni dei quali in possesso di preparazione e qualifiche di mediazione culturale e interculturale riconosciute a livello nazionale ed europeo.  

Sarebbe un atto di civiltà che metterebbe in pratica, e non solo sulla carta, gli stessi principi di tutela che questa legge provinciale ha finalmente ratificato.

Radames Gabrielli

 

 

1

Art. 3 Formazione e
sensibilizzazione
1. in Centro di tutela
organizza e svolge attività informativa, formativa e di sensibilizzazione
nonché studi scientifici per promuovere e realizzare una cultura finalizzata
alla tutela del diritto di uguaglianza, della pari opportunità e della piena
cittadinanza degli individui e volta al contrasto dei fenomeni discriminatori.
Art.4 – Reti e collaborazioni
1. Il Centro di tutela opera,
attraverso oppositi protocolli di intesa, con una rete di istituzioni locali e
soggetti attivi nel settore della tutela, nonché con associazioni e gruppi non
formali di interesse che si occupano di migranti, di persone con background
migratorio o di gruppi etnici, o ancora di questioni di genere, di orientamento
sessuale, di disabilità di religione, tutti localmente attivi nella promozione
e tutela del diritto all’uguaglianza.     
2. I rapporti di collaborazione
tra l’Ufficio nazionale Antidiscriminazioni Razziali (UNAR) ed in Centro di
tutela sono disciplinati con apposito protocollo d’intesa.
3. Per la progettazione e la
realizzazione delle attività previste dal presente regolamento di esecuzione.
Il Centro di tutela può intervenire in forma diretta o avvallarsi, tramite
convenzione , anche della collaborazione di enti pubblici e privati, di
università ed esperti/esperte del settore.